Menu principale:
Professionalità dell’Assistente bagnanti per la sicurezza nella balneazione
Venti di rinnovamento: non si tratta, ovviamente, di rinnovamento delle finalità fondamentali, che rimangono le stesse di sempre, ma dei protocolli, degli strumenti, degli obbiettivi attuativi, perché tendano a dare assetto e dinamica ad ogni attività, tali da rendere più snella, più aggiornata, più proiettata nel futuro, l’intera Organizzazione.
Un nuovo percorso didattico nella formazione:
un Assistente Bagnanti capace di dare assistenza sia in occasione di eventi sportivi, sia nell’attività lavorativa presso strutture di balneazione e, comunque, in ambiente acquatico;
un A. B. capace di utilizzare tutte le varie attrezzature specifiche disponibili per il soccorso del pericolante in acqua;
un A. B. capace di intervenire tempestivamente per il recupero del pericolante e iniziare precocemente le procedure più aggiornate di supporto alle funzioni vitali;
un A. B. capace di riconoscere i requisiti igienico-
un A. B. che conosca e diffonda i principi di tutela dell’ambiente, che riconosca e sappia segnalare un inquinamento ambientale (secondo le normative vigenti).
L'adeguamento alle linee guida della International Life Saving ha comportato una precisazione dei requisiti minimi di accesso ai corsi, dei requisiti minimi acquisiti da verificare in occasione dell’esame teorico-
Indicazioni precise erano state già date ai Fiduciari e ai Maestri presenti alla riunione nazionale di Riccione (8-
L’impegno degli esperti della FIN è focalizzato soprattutto sul potenziamento delle ricerche nei Centri di Alta Specializzazione e alla elaborazione finale dei protocolli didattici per la formazione dei formatori.
A Carrarafiere, in occasione di BALNEARIA 2004, nelle due conferenze organizzate per dibattere sulla professionalità dell’operatore alla sicurezza della balneazione, partecipanti anche esponenti della Società nazionale di salvamento, è stata confermata questa linea di tendenza della F.I.N attraverso la sua Sez. Salvamento:
Il V. Presidente dott. Colica
“La FIN può vantare un meritorio apporto alla sicurezza della balneazione con una duplice azione: di diffusione delle abilità natatorie (primo elemento di sicurezza) e di formazione degli addetti alla prevenzione e soccorso degli incidenti in acqua.
La sua azione di formazione e di propaganda è in continuo incremento, come sentiremo dalle relazioni dei tecnici che interverranno e come mostra l’impegno per, prima acquisire e poi realizzare, un evento quale quello dei Campionati del Mondo 2004 che, per precisa scelta, sarà preceduto da tre giorni di convegni quale occasione di scambio di tutte le maggiori realtà del mondo dedite alla sicurezza in acqua. Si vuole così concludere un quadriennio olimpico nel quale si è celebrato il centenario dell’attività di salvamento della FIN”.
Il dott. Sabatini sulla formazione
“L’iter di formazione prevede una serie di tappe classiche:
iscrizione al corso e prova di idoneità
frequenza delle sedute di formazione
valutazione finale
In relazione a questo, si ottengono brevetti di varia specificità:per piscina, per piscina e acque interne, per piscina, acque interne e mare.
La prova di idoneità, per essere ammessi al corso, vuole ovviamente verificare che l’aspirante sappia nuotare, ma non si è interessati alla perfezione tecnica, quanto piuttosto al livello di destrezza in acqua, espressione di conoscenze, abilità, sensibilità che sono i prerequisiti di un soccorso.
L’attività didattica frontale, in cui il rapporto tutor-
La completezza del programma didattico e gli standard uniformati a quelli richiesti dalla ILS, forniscono competenze di uscita a livello internazionale.
Oltre le lezioni frontali è previsto un periodo di tirocinio al fianco di un Assistente bagnanti esperto, che permetta di sperimentare in sicurezza la realtà lavorativa”.
Il Maestro Manganiello sull’organizzazione dell’Alta Specializzazione
Il rilancio della professionalità delle figure tecniche della FIN Sez. Salvamento, è figlio delle ricerche dell’Alta Specializzazione.
L’Alta Specializzazione della FIN ha due centri di ricerca e sperimentazione, uno a Riccione per le problematiche dell’ambiente di mare e di lago e uno a Dimaro per le acque vive di fiume e da esondazione.
Obbiettivi di studio sono: prevenzione, salvataggio, soccorso e autosoccorso.Attraverso il monitoraggio di: emergenza acquatica, situazioni critiche, shock ipotermici, incidenti iperbarici, medicina delle catastrofi, mortalità per sommersione.
Si mettono a punto Strategie per l’autosoccorso mediante l’analisi dei pericoli, la valutazione dei rischi, perché ci sia basso coefficiente di rischiosità.
Allo scopo è stata istituita una Commissione mista, composta dai responsabili dei due centri di Alta specializzazione, e stabilite le linee guida quale indirizzo comune ai due centri.
Sono previsti due tipi di corso, quello per Operatore (S.O.S.) e per Maestro (M.A.S.). I brevetti S.O.S. prevedono tre livelli: Soccorritore, Operatore e Operatore specializzato; quelli M.A.S. che “formeranno i formatori”, prevedono anch’essi tre livelli di perfezionamento, ovviamente il tutto riferito ad ambedue gli ambiti (mare/lago e fiume)".
Il Maestro Danieli sulle potenzialità dell’Alta Specializzazione
“Sono un tecnico, come la maggior parte dei presenti, perciò parlerò da tecnico: nostra università è la natura, i nostri banchi la riva del mare, dei fiumi… lì noi ci esprimiamo al massimo.
L’Alta specializzazione è nata dall’analisi di tutte quelle tecniche da cui deriviamo: le tecniche specifiche del nuoto, del sincronizzato, della pallanuoto, le attrezzature tipiche delle attività di fiume, mare: il rafting, il sub, il canoing...
Su queste ultime abbiamo attuato una inversione di tendenza: quelle stesse tecniche, quelle stesse attrezzature che stiamo piegando, modificando, adattando alle necessità del salvamento in acque in movimento, ora stiamo cominciando ad esportare, perché più affinate, più specializzate e, dunque, più efficaci per gli stessi ambienti da cui erano state prelevate.
Le acque “vive” (tumultuose) offrono “appoggi” differenti da quelli dell’acqua ferma di piscina, lago, mare; stiamo acquisendo profonda esperienza per il maggior controllo di queste condizioni, per un diverso approccio alle attrezzature di supporto che, studiate sotto queste differenti premesse, consentono un’efficacia non considerata prima.
La necessità di consultare differenti competenze, manualità estranee, tecnicismi diversi da quelli ben conosciuti, ci sta costringendo a operare in gruppo: collaborazione, divisione dei compiti e incontri di sintesi; aspetti che, noi, forgiati all’agonismo, alla ricerca del protagonismo tipiche dello sport individuale da cui deriviamo le nostre abilità, abbiamo sempre considerato non positivi, o almeno non necessari.
I protocolli di intervento in team, i sistemi di comunicazione “gestuale”, la gerarchia di intervento sono alcuni dei nuovi obiettivi delle nostre attuali ricerche, avendo compreso come, solo seguendo questo percorso, potremo offrire il massimo della sicurezza sia per gli utenti che per gli operatori”.
Il Maestro G. Battista Crisci, responsabile dei Mondiali Salvamento 2004
dice che la proposta agonistica della Sezione Salvamento della FIN ha senso non come agonismo esasperato fine a se stesso, ma come stimolo alla produzione di tecniche, strumenti, protocolli, tecnici e atleti altamente sofisticati, che poi ricade inevitabilmente sulla formazione degli Assistenti Bagnanti: insegnare a un bambino a manipolare un manichino, portarlo a una perfezione coordinativa e condizionale tali da essere competitivo a livello internazionale, va ben oltre il risultato sportivo, formando alla solidarietà umana; questo è avvalorato dal fatto che il Salvamento non è tra le specialità olimpiche per una precisa scelta dell’I.L.S di volerne evitare l’esasperazione tecnica.
L’iter di organizzazione dei mondiali è iniziato nel marzo del 2001 questo evento è per la prima volta in Europa, si svolgerà a Viareggio e in tutta l’area della Versiglia. Aderiscono 150 paesi da tutti i continenti, si prevede la presenza massiccia di Australiani, Neozelandesi, Sudafricani e Americani. Ci saranno gare in mare, sulla spiaggia e in piscina (a questo proposito c’è un ambizioso progetto di istallare una piscina m50 x m21 a Viareggio, di fronte al Centro Congressi, per consentire lo svolgimento di tutte le gare nell’ambito di 2-
Proprio nell’ottica di sfruttare l’agonismo come strumento di crescita globale del nostro ambiente, è prevista una intensa attività congressuale, con ben due convegni mondiali cui parteciperanno le più alte personalità del settore, ma anche una moltitudine di attività partecipate dal Ministero dell’ambiente, da Enti e Organizzazioni nazionali per la prevenzione e la salvaguardia della vita e dell’ambiente.